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CARL BARKS SPECIALE 1989 |
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Introduzione e collegamenti |



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C’ERA UNA VOLTA UNO SPECIALE COLLEZIONARE...
Quando nel 1988 cominciai a scrivere di fumetti, sulla fanzine fiorentina (“campigiana” sarebbe più esatto, ma capirebbero in pochi...) Collezionare, creata dal nulla col ciclostile, nella sacrestia di un convento di suore, da Moreno Burattini, Alessandro Monti e Simone Biagiotti nel 1985; quando, dicevo, cominciai a scrivere, mi venne spontaneo proporre a quei nuovi amici, dopo il fortunato numero extra su Alan Ford, uno speciale Carl Barks. Allora non era facile come adesso documentarsi su un autore di fumetti che non fosse italiano: non c’era la rete (forse c’era Arpanet?) e la saggistica straniera era difficile da rintracciare; voglio dire che era difficile anche sapere che esisteva una data pubblicazione. Su Carl Barks, per un ragazzo poco più che ventenne, le fonti erano: la rivista Funnies di Firenze (davvero strabiliante per quei tempi), con i suoi articoli e le sue cronologie; la collana ufficiosa “The Complete Carl Barks” (terminata nel 1988) con le ricche note introduttive a ogni storia del Maestro dell’Oregon; la serie ufficiale dell’ANAF; la collana mondadoriana Zio Paperone; il primo volume “Carl Barks” di Franco Fossati, pubblicato dalla Epierre nel 1984 (il secondo volume non uscì mai, per un veto della Disney); il libro “Introduzione a Paperino” di Marovelli, Paolini e Saccomano, edito da Sansoni nel 1974, già allora un po’ datato, seppur stimolante; Il Fumetto Speciale Paperino, del 1981, con i suoi ficcanti interventi e il suo ricco apparato iconografico; qualcosa su Exploit Comics e su Glamour; un qualche intervento in qua e in là sulla stampa specializzata; poc’altro (si avevano notizie, di seconda mano, di fanzine tedesche e americane che parlavano dell’Uomo dei Paperi). E se notate bene gran parte del “fermento” ribolliva a Firenze; per molti anni, infatti, la città gigliata (e la piana dell’Arno e del Bisenzio) sarebbe rimasta la capitale della critica fumettistica italiana, per concentrazione di cervelli, di riviste, di fanzine, di case editrici, di club, di mostre. Cito in ordine sparso: il GAF, Exploit Comics, il Notiziario GAF, Funnies, la Glittering Images, Glamour, Metamedia, Collezionare, la Glamour, Al Fumetto Club, Diva, Dime Press, Image, il Club del Collezionista, Mondi Paralleli. Ci fu un periodo in cui tutto ciò coesisteva (poi gran parte della magia svanì... ma questa è un’altra storia). Il panorama non era desolante, come si vede, ma su Barks, a noi del Club del Collezionista ci sembrò di individuare qualche lacuna: il libro di Fossati e quello della Sansoni non erano nelle nostre disponibilità quando decidemmo di allestire lo Speciale, e dunque quei due volumi NON ci servirono da modello. Il Collezionare Speciale Carl Barks nacque nel 1988 in un vecchio fienile ristrutturato, dependance della bella casa colonica dove avrei vissuto fino al 1993 prima di essere travolto dagli eventi sempre più spesso. Con una Olivetti da studenti, dotata di un nastro d’inchiostro blu (!), scrissi l’introduzione e centinaia di schede di storie barksiane, scegliendone tre quarti del totale (quelle che ritenni allora più interessanti) e rimandando per le altre alla cronologia finale. Per le immagini usai la fotocopiatrice di mio padre. I testi furono corretti da Alessandro Monti e da Moreno Burattini, e lo stesso Moreno, che al tempo faceva il servizio militare nei Carabinieri, dovette ribattere tutto il gigantesco testo nel formato delle pagine di Collezionare (che era grande più o meno come un albo della Bonelli), prevedendo (un po’ a occhio, senza programmi di videoimpaginazione) lo spazio per le vignette illustrative e per le didascalie; poi montò il tutto su fogli doppi di carta pesante, lavorando di colla e di bianchetto, di forbici e di pennarello. Un lavoraccio ingrato e artigianale che ci portò via mesi. La copertina fu disegnata da Luca Boschi, nostro amico di sempre (e l’originale campeggia ancora nel mio studio, dopo essere rimasto per anni appeso alle pareti del Club del Collezionista). Poi, con il master, ci recammo in una copisteria fiorentina che ne stampò ben 150 (centocinquanta!) copie, che sarebbero state rilegate a mano da un amico del mestiere, tale Fabio. Uscì nel 1989 (quando Barks aveva “appena” 88 anni!) e la prima tiratura fu subito bruciata alla mostra del fumetto di Prato (che, quando c’era, faceva concorrenza a Lucca); furono stampate altre 150 copie, con copertina leggermente modificata e di colore diverso (io stesso ho soltanto un’esemplare della 2a edizione, sigh, oltre agli “originali”). Il fuoriserie ebbe vasta risonanza: nonostante ne esistessero poche centinaia di copie fu recensito dappertutto (Boschi ne inviò addirittura una copia negli USA, per non so quale archivio; sul Giornale di Montanelli fu commentato da Graziano Braschi, con il quale poi avrei collaborato a un libro su Stephen King). Quando, nel 1992, l’amico Franco Fossati riuscì a portare a termine la sua opera con la splendida Carl Barks Guide, lo speciale Barks di Collezionare fu doverosamente citato nella “bibliografia essenziale”, anche se per (bonariamente) metterne in luce soltanto le lacune e i difetti (e pure sbagliando il nome dell’autore!).
Oggi, in rete, voglio rimediare! E voglio che Franco Fossati sia (dovunque sia) finalmente fiero di me!
Presto, su Comicsandpolitik, in questa nuova sezione dedicata al Duck Man, verrà completata la “ristampa” del COLLEZIONARE SPECIALE CARL BARKS!
Verranno eliminati gli errori di battitura, verrà portata a termine la biografia del maestro, verranno commentate le storie mancanti nell’edizione del 1989. Le parti nuove, integrate, aggiunte e/o corrette saranno pubblicate in rosso.
Per il resto rimarrò fedele all’originale, ingenuità comprese: chi, per decenni, si è roso il fegato e mangiato le mani per essersi perso quel bel tomo giallo (prima tiratura) o rosa (seconda tiratura, con il “logo” di Dante Bastianoni) finalmente potrà mettersi il cuore in pace e lo speciale in libreria (una volta scaricato, stampato e rilegato).
Francesco Manetti |




